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Internazionalizzazione PMI italiane: l'identikit di 8.500 imprese

Il nostro Paese vanta una fitta rete di imprese esportatrici, capace di spingere l'export italiano a quota 643 miliardi di euro nel 2025. Un record storico, un valore cresciuto del 3,3% rispetto all'anno precedente secondo i dati Istat. Tra queste realtà produttive, che collocano l'Italia tra i primi quattro Paesi al mondo per export, ci sono le imprese che utilizzano i servizi per l'internazionalizzazione di Promos Italia.

Chi sono le imprese servite da Promos Italia

Le realtà produttive che tra il 2020 e il 2024 hanno utilizzato la formazione, la consulenza e i progetti di Promos Italia sono oltre 8.500. È quanto emerge dalla "Valutazione d'Impatto dei Servizi Promos 2020-2024", realizzata dal Centro Studi Tagliacarne. Una platea ampia ed eterogenea, che restituisce un identikit preciso delle imprese servite da Promos Italia, specchio del tessuto produttivo italiano che si affaccia ai mercati esteri:

  • Il 90% sono micro e piccole imprese
  • Il 56% sono micro (meno di 10 addetti)
  • La dimensione media è di 19 addetti, con un fatturato medio di 5 milioni di euro
  • Il 47% fattura meno di 1 milione di euro
  • Il 60% opera nei servizi, il 40% nella manifattura

Micro e piccole imprese: il cuore dell'ecosistema Promos Italia

È un profilo che racconta da vicino la struttura economica del Paese. Circa il 95% delle imprese italiane è infatti una microimpresa, con meno di dieci addetti, come mostra il più recente rapporto Istat. Sono aziende che spesso non dispongono di strutture interne dedicate all'export. Per loro accedere a servizi dedicati – formazione, business matching, supporto al digital export e prima assistenza – significa poter contare su competenze e strumenti altrimenti difficili da reperire internamente.
Ma quello che è interessante notare è che l'internazionalizzazione non è un terreno riservato ai soli produttori di beni. Anche le imprese di servizi – dalla consulenza al digitale, dalla logistica alle attività creative – guardano sempre di più ai mercati esteri come spazio di crescita. Una tendenza confermata nell'ecosistema Promos Italia, dove tra le imprese servite le attività ad alta intensità di conoscenza, quelle che offrono servizi immateriali avanzati come analisi dati e soluzioni tecnologiche di ultima generazione, sono cresciute di oltre cinque punti percentuali tra il 2020 e il 2024.

Il valore delle imprese giovani: una su sei è una startup

Un dato in particolare racconta una parte spesso meno visibile della platea: il 15,8% delle imprese servite è una startup nata negli ultimi cinque anni. Ma il quadro anagrafico completo è altrettanto significativo:

  • il 15,8% sono startup (fino a 5 anni di vita)
  • il 49,1% sono imprese mature (tra i 6 e i 25 anni)
  • il 35,2% sono imprese consolidate (oltre 25 anni)

Quasi due terzi delle imprese servite, in totale, sono nate dopo il 2000. L'internazionalizzazione viene di solito associata ad aziende già strutturate, con una storia consolidata alle spalle; i numeri raccontano invece una realtà diversa, fatta in buona parte di imprese giovani che scelgono di affacciarsi sui mercati esteri fin dalle prime fasi del proprio percorso.

Per una giovane impresa, affacciarsi presto sui mercati esteri è una leva di crescita importante, ma anche uno degli obiettivi più difficili da raggiungere. Tra le imprese servite da Promos Italia, le startup sono quelle che incontrano più ostacoli: solo il 6,9% delle startup servite esporta, a fronte di una media del 16,6% di esportatrici registrata nel complesso del settore manifatturiero servito. È il valore più basso tra i profili di impresa maggiormente esposti a difficoltà nell'export, un divario strutturale legato alla giovane età, alla dimensione e alla mancanza di reti e competenze già consolidate.

Eppure è proprio nelle prime fasi di vita che definire una dimensione internazionale può incidere in modo più profondo sulle traiettorie di crescita di un'impresa. E quando le startup ricevono un supporto dedicato, il salto è significativo: secondo la Valutazione d'Impatto del Centro Studi Tagliacarne, le startup che hanno utilizzato i servizi di Promos Italia – tra il 2020 e il 2024 – hanno ampliato il numero di mercati di destinazione del 20,2%, contro una media del 3,6% calcolata sull'insieme delle imprese servite da Promos Italia.

In termini concreti, significa passare dal presidio di un solo mercato all'apertura di nuovi sbocchi commerciali: per una giovane impresa, ogni mercato in più si traduce in nuovi clienti, nuovi contatti e una base di fatturato meno esposta agli alti e bassi di un singolo Paese.

Imprese Promos Italia: una fotografia in evoluzione

Un identikit che, però, non è statico. Nel periodo 2020-2024 la composizione della platea si è progressivamente trasformata. Tre evoluzioni in particolare meritano attenzione:

  • Cresce il peso del Mezzogiorno, dall'8,3% al 10% del totale
  • Si rafforza il capitale umano: laureati dal 29% al 35%
  • Crescono le attività ad alta intensità di conoscenza (oltre +5 p.p.)

Un'evoluzione interessante riguarda la qualità del capitale umano delle imprese servite. La quota di laureati tra i dipendenti è passata dal 29% al 35% nel periodo, e all'interno di questi la componente STEM – scienze, tecnologia, ingegneria, matematica – è cresciuta dal 42,5% al 46,9% del totale laureati. Un'evoluzione coerente con la crescita delle attività ad alta intensità di conoscenza, che caratterizza la trasformazione della platea servita da Promos Italia tra il 2020 e il 2024.

Le aziende che Promos Italia ha accompagnato verso i mercati esteri riflettono insomma da vicino la composizione del sistema produttivo italiano: piccole nelle dimensioni, ampie per varietà settoriale, con una componente giovane più consistente di quanto si potrebbe immaginare. È anche grazie a loro che l'anno scorso l'Italia ha potuto segnare il record storico delle proprie esportazioni.
 

Imprese servite da Promos Italia: domande e risposte

L'export italiano ha raggiunto i 643 miliardi di euro nel 2025, un record storico che colloca l'Italia tra i primi quattro Paesi al mondo. Tra le realtà che spingono questa crescita ci sono le imprese che utilizzano i servizi per l'internazionalizzazione di Promos Italia. Ecco il loro identikit, basato sulla Valutazione d'Impatto dei Servizi 2020-2024 del Centro Studi Tagliacarne.

Quante imprese sono servite da Promos Italia?

Tra il 2020 e il 2024 le imprese che hanno utilizzato la formazione, la consulenza e i progetti di Promos Italia sono oltre 8.500. Una platea ampia ed eterogenea, composta per il 90% da micro e piccole imprese: da sole le realtà micro, con meno di dieci addetti, rappresentano il 56% del totale.

Che tipo di imprese si rivolgono a Promos Italia?

Il baricentro coincide con quello dell'economia italiana, dove circa il 95% delle aziende è una microimpresa. Tra le imprese servite da Promos Italia, le realtà con meno di dieci addetti sono il 56%, la dimensione media è di 19 addetti e il fatturato medio si aggira sui 5 milioni di euro.

Sono spesso aziende senza strutture interne dedicate all'export: per loro accedere a servizi come formazione, business matching, supporto al digital export e prima assistenza significa contare su competenze e strumenti altrimenti difficili da reperire internamente.

In quali settori operano le imprese servite da Promos Italia?

La platea è trasversale: il 60% opera nei servizi e il 40% nella manifattura, una distribuzione bilanciata che riflette la composizione dell'economia italiana. L'internazionalizzazione non è quindi un terreno riservato ai soli produttori di beni.

Anche le imprese di servizi - dalla consulenza al digitale, dalla logistica alle attività creative - guardano sempre di più ai mercati esteri. Le attività ad alta intensità di conoscenza, che offrono servizi immateriali avanzati come analisi dati e soluzioni tecnologiche, sono cresciute di oltre cinque punti percentuali tra il 2020 e il 2024.

Quante startup utilizzano i servizi di Promos Italia?

Una impresa su sei: il 15,8% delle aziende servite è una startup nata negli ultimi cinque anni, mentre quasi due terzi sono nate dopo il 2000. I numeri raccontano una realtà diversa dalla narrazione corrente, in cui l'internazionalizzazione è fatta in buona parte di imprese giovani che scelgono di affacciarsi sui mercati esteri fin dalle prime fasi del proprio percorso.

Perché una startup dovrebbe investire nell'internazionalizzazione?

Affacciarsi presto sui mercati esteri è una leva di crescita importante, ma anche uno degli obiettivi più difficili. Tra le imprese servite da Promos Italia le startup incontrano più ostacoli: solo il 6,9% delle startup esporta, a fronte di una media del 16,6% nel comparto manifatturiero servito. Un divario legato alla giovane età, alla dimensione e alla mancanza di reti e competenze consolidate.

È però proprio nelle prime fasi di vita che una dimensione internazionale incide di più sulla crescita. Con un supporto dedicato il salto è significativo: le startup che hanno usato i servizi di Promos Italia hanno ampliato i mercati di destinazione del 20,2%, contro una media del 3,6%. Ogni nuovo mercato si traduce in nuovi clienti, nuovi contatti e un fatturato meno esposto agli alti e bassi di un singolo Paese.

Come sta cambiando il profilo delle imprese servite da Promos Italia?

L'identikit non è statico. Nel periodo 2020-2024 cresce il peso delle imprese del Mezzogiorno, salito fino a sfiorare il 10% del totale, e si rafforza la qualità del capitale umano: la quota di laureati tra i dipendenti delle imprese servite è passata dal 29% al 35%. È anche grazie a queste realtà che l'Italia ha potuto segnare il record storico delle proprie esportazioni.